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Tutte le differenze di Daenerys Targaryen nei libri rispetto alla Serie Tv

Daenerys Targaryen

Attenzione: l’articolo contiene spoiler su Daenerys Targaryen, su Game of Thrones e sulle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Sono davvero tante le caratterizzazioni dei personaggi modificate da David Benioff e D.B. Weiss, ovvero gli autori di Game of Thrones, attraverso il passaggio libri-Serie Tv. A volte tali cambiamenti rappresentano dei miglioramenti, altre volte invece costituiscono delle mancanze, più o meno importanti (qui trovate un articolo sulle critiche più frequenti su GoT).

Lo scopo di quest’articolo è quello di evidenziare questi mutamenti compiuti nello specifico con l’adattamento del personaggio di Daenerys Targaryen.

A una lettura superficiale dei libri non ci si accorge granché delle differenze tra la Daenerys Targaryen della Serie e quella descritta da Martin, al punto da poter risultare una trasposizione anche piuttosto fedele. In realtà tali differenze non sono poche e in alcuni casi sono anche parecchio sostanziali. A ogni modo prima di entrare nel vivo dell’argomento è opportuno fare un piccolo appunto sulle caratteristiche dei libri e della Serie Tv.

I libri di Martin sono scritti con l’utilizzo di capitoli point of view, ovvero capitoli punto di vista. Il tratto principale di questi capitoli è che ci permettono di entrare nella testa del personaggio in questione e conoscere quindi tutti i suoi pensieri e tutte le sue lotte interiori. Ciò rappresenta una bella differenza con la Serie, perché quest’ultima non ci rende partecipi dei pensieri dei personaggi e non può farlo in alcun modo.

Diventa quindi difficoltoso riuscire ad applicare un vero approfondimento psicologico, soprattutto perché la Serie è costituita da soli dieci episodi per stagione e dedicare maggiori attenzioni ai personaggi principali costituisce una sfida quasi impossibile.

Da e erge Targaryen e Drogon


Written by Marco De Sanctis

Sono riuscito a laurearmi in Scienze dei Beni Culturali nonostante fossi disperso su un'isola misteriosa, popolata da indigeni ostili e in cui si aggiravano orsi polari e mostri di fumo nero. Non contento di quest'esperienza mi sono perso nei meandri più oscuri e profondi della Loggia Nera, ho prodotto "blue meth" per un uomo in piena crisi di mezza età e come una quindicenne impazzita ho fatto il tifo fino alla fine per Tony Soprano. Insomma ho una malattia seria: adoro il cinema e le serie tv. Io guardo loro e loro guardano me, un rapporto reciproco e consenziente.

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