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La spiegazione del finale di Shutter Island

Amazon Prime Video

Sono passati ormai sedici anni dall’uscita nelle sale di uno dei maggiori capolavori di Martin Scorsese. Eppure, il segno indelebile che è stato Shutter Island (disponibile a pagamento su Prime Video) continua a infestarci come uno spettro. L’accoppiata Di Caprio-Scorsese non smentisce mai e riesce sempre a fare centro a colpo sicuro. Shutter Island è uno di quei film che, nonostante l’ennesima visione (doverosa, tra le altre cose), ci lascia sempre e innegabilmente con quella sensazione di instabilità e incertezza, quasi come avessimo il mal di mare. Thriller. Horror. Noir. Mistery. Giallo. Crime. Solo la stratificazione di molteplici generi fa girare la testa.

Il film firmato Scorsese ci porta a seguire le indagini del detective Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio), accompagnato dal partner Chuck (Mark Ruffalo), sulla scomparsa di una paziente, Rachel Solando (Emily Mortimer), dall’Ashecliff Hospital, un manicomio criminale situato sull’isola. La vicenda, quindi, ci vorrebbe guidare (o meglio, crea l’illusione di volerlo fare) nella mente di Teddy, un uomo, come capiamo ben presto, dal misterioso, ma drammatico, passato e dal presente oscuro. E proprio su questi due la labirintica regia lavora per aumentare la nostra confusione e il nostro disorientamento. L’isola e gli eventi a cui assistiamo diventano specchio della turbata e inquieta mente di Teddy. E i confini tra realtà, sogno e psicosi si sfumano, come la nostra comprensione degli stessi.