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7 film che raccontano la solitudine e l’alienazione dell’uomo nel mondo moderno

Paterson alla guida del pullman in una scena del film

3. Drive

Drive
Courtesy FilmDistrict

Torniamo però a Los Angeles, perché è qui che è ambientato anche Drive, tra i più bei film da vedere di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling come protagonista. Los Angeles è una città caotica, ritratta qui nella sua veste più allucinata, con le luci fredde, le strade desolate, i suoi quartieri ripresi quasi sempre di notte. È una città che incute timore, che lascia smarriti e acuisce il senso di sradicamento dei personaggi. La vita di Ryan Gosling, il protagonista senza nome di Drive, è una delle tante che si specchiano in questa città confusionaria e soffocante. È un uomo che lavora come stuntman e meccanico, ma che prova ad arrotondare le sue entrate accettando l’incarico di due criminali della zona di lavorare come pilota durante le rapine.

Gosling dà vita a un personaggio solitario, che parla pochissimo e che sembra confinato nel suo guscio, distante dal mondo circostante. Le cose gli passano accanto senza mai coinvolgerlo del tutto. Il film parla di disconnessione sociale e solitudine, prendendo in prestito la vita del pilota. Ogni fuga rocambolesca può essere letta come un tentativo di scappare da una vita che non gli appartiene mai veramente. Tutto l’incantesimo si infrange nel momento in cui prorompe la figura di Irene, la vicina di casa a cui Gosling si sente legato. È quando le connessioni umane si affacciano nella vita automatizzata del pilota che qualcosa cambia. La violenza diventa una forma di catarsi per mettere in salvo le cose che si amano e per mettere il punto al caos della propria vita. Il pilota cerca di sfuggire al disordine circostante per afferrare una forma d’ordine e un briciolo di contatto umano.

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Il fatto che il protagonista di Drive non abbia neppure un nome ci chiarisce perché questo sia un film da vedere se si vuole comprendere qualcosa in più sul senso di alienazione dell’individuo nel mondo moderno.

Se in Lost in Translation le coordinate geografiche sono un fattore alienante, Drive dimostra come, anche entro i confini di casa propria, ci si possa sentire in un altro mondo. O meglio, estranei a quel mondo, al quale non si appartiene del tutto.

4. Anomalisa

Film da vedere - Anomalisa

Uno dei film da vedere più originali di questa lista è però Anomalisa, un film d’animazione in stop-motion per adulti, scritto da Charlie Kaufman. In quest’opera alienazione e solitudine non sono solo temi ricorrenti che sorreggono l’impalcatura del film. Sono anche elementi visibili, resi tangibili dal tipo di scelta stilistica che prende per protagonisti dei pupazzi invece che delle persone reali. Questo stile di animazione tende a disumanizzare i personaggi, per rendere ancora più forte ed efficace la percezione che il protagonista ha del mondo. Michael Stone, il protagonista del film che va in giro a fare conferenze, ha una visione del mondo monocorde e monocromatica.

Per lui, tutti gli individui hanno la stessa faccia, sono indistinguibili gli uni dagli altri. Tutti hanno la stessa voce, siano essi uomini o donne, anziani o ragazzi. Il suo disturbo psichico lo porta a percepire tutto come uguale e monotono, infinitamente ripetitivo. Michael si perde tutto il bello dell’umanità: la diversità, la moltitudine, il confronto fra persone diverse. L’unica “anomalia“ nello schema mentale del protagonista è rappresentato da Lisa, la sola persona della quale riesce a percepire la voce originale. Questo “difetto“ del sistema lo porta a scoprire il lato più affascinante della realtà. Michael inizia per la prima volta a guardare il mondo con occhi diversi, a percepirne le sfumature e a nutrire un qualche tipo di speranza per la natura umana. Alla fine però non basta quell’incontro casuale per estirpare la visione del mondo che si è radicata in Michael Stone.

Per questo Anomalisa è un’opera speciale, un film da vedere perché si immerge nelle profondità minacciose della psiche umana, facendo emergere le sue contraddizioni.

L’individuo di Anomalisa è un individuo spersonalizzato, che perde proprio la sua individualità affondando nel grigiore della monotonia più disumanizzante. È un film destinato agli adulti, nel quale le scelte stilistiche dell’animazione contribuiscono a enfatizzare il senso di distacco rispetto al genere umano e alla realtà circostante.

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