5) Il favoloso mondo di Amélie (2001)

Amélie Poulain è una giovane cameriera che vive a Montmartre, in una Parigi da sogno sospesa tra realtà e fiaba. Timida e sognatrice, la ragazza decide di dedicare la sua vita a riparare quella degli altri attraverso piccoli gesti anonimi e ingegnosi: restituire una scatola di ricordi a un vecchio inquilino, far innamorare due cuori solitari o spedire un nano da giardino in giro per il mondo. Tutte queste azioni non sono altro che la rappresentazione più pura e semplice dell’empatia silenziosa della protagonista, la quale non cerca né gloria né ringraziamenti. Il suo altruismo non è infantile, quanto piuttosto la dimostrazione che, in fondo, gli esseri umani possono essere buoni.
Questo film inoltre è la celebrazione perfetta dei piccoli piaceri quotidiani ed è da vedere, tra le altre cose, per la sua estetica riscaldante. La fotografia, dominata dai toni caldi del rosso, del verde e del giallo, avvolge lo spettatore come un abbraccio. Ogni cosa respira armonia e pace, creando un senso di nido confortevole. E poi, volete mettere il risveglio sensoriale di vedere la crosticina della crème brulée rompersi con la punta del cucchiaino? O il piacere insostituibile di affondare le dita in una scatola di cereali? Il favoloso mondo di Amélie è una favola moderna e una filosofia di vita. Un elogio all’ottimismo e alla propria, personale sensibilità.




