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HBO Max è sbarcata in Italia ormai da qualche settimana e ora è pronta a portare in scena una delle serie tv più attese di questa prima parte dell’anno. Portobello è la prima produzione italiana di HBO Max e porta la prestigiosa firma di Marco Bellocchio. Al centro del racconto c’è il celebre caso di Enzo Tortora, una delle vicende più incresciose e allucinate del secondo Novecento nostrano (qui altre serie tv di HBO Max che raccontano altre storie vere). A interpretare il famoso conduttore televisivo c’è Fabrizio Gifuni, un attore che non ha sicuramente bisogno di presentazioni. I protagonisti sono di assoluto livello per una serie tv che promette di dominare la scena, sancendo il prepotente ingresso di HBO Max nella produzione seriale italiana (qui altri titoli in arrivo nei prossimi mesi).
Portobello – il cui nome è tratto proprio dal celebre programma televisivo condotto da Enzo Tortora – esordirà il 20 febbraio. Una data non casuale come sottolineato nel corso della conferenza, visto che il 20 febbraio del 1987 vi fu il ritorno di Enzo Tortora in televisione dopo il carcere. Grazie a HBO Max abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima i sei episodi che compongono la serie e di assistere appunto alla conferenza stampa di presentazione a cui hanno preso parte i principali protagonisti dello show. Presenti, dunque, il regista Marco Bellocchio, Fabrizio Gifuni e gli altri membri del cast. Di seguito il racconto dell’evento tramite le parole dei protagonisti e in chiusura alcune prime impressioni – rigorosamente senza spoiler – su Portobello.
Marco Bellocchio racconta Portobello
Grande protagonista di giornata ovviamente è stato Marco Bellocchio, che ha iniziato parlando della scelta di parlare del caso Tortora: “Non è stata una scelta in nome di una battaglia civile, quella è venuta dopo. È un’immagine che mi ha ispirato, come avvenuto in Esterno Notte. Lì fu l’immagine di Aldo Moro, qui l’immagine di un uomo che stupito esce in manette da una caserma. Un uomo finito al centro di una grande messinscena. Di una regia preparata per lui. Mi ha colpito la sua faccia stupita, quella di un uomo che si domandava cosa stesse accadendo. Una vittima di un incubo da cui non c’è risveglio.
Questo è un horror realistico. Quello che riempì d’indignazione, ma anche di rabbia e di odio, Tortora è che l’evidenza della sua innocenza era ovvia, ma non ai giudici e al tempo c’era questa convinzione che i giudici non potessero sbagliare“. Infine Bellocchio viene incalzato sull’imminente referendum sulla giustizia, chiaramente legato al caso raccontato nella serie tv, ma il regista ha voluto chiarire: “Su questo non posso rispondere. Non c’è alcun rapporto tra la serie tv e l’imminente referendum e parlarne sarebbe fare un torto al racconto su Enzo Tortora”.

Fabrizio Gifuni sul suo Enzo Tortora
Ampio spazio ovviamente anche a Fabrizio Gifuni, semplicemente magnifico nei panni di Enzo Tortora. Così ha parlato del suo ruolo: “La sfida è stata dare il giusto spessore a un personaggio complesso. Una figura che vive di contraddizioni reali e apparenti. Tortora è stato definito un ‘antipatico di successo’ ed era un uomo che riusciva ad arrivare a milioni di spettatori. C’era quindi da capire intanto che idee avesse quest’uomo. Un uomo che si batteva all’interno dell’unica azienda televisiva di stato per la fine del monopolio televisivo. Era un’anima fieramente laica in un paese cattolico, un uomo che non apparteneva a nessuna delle grandi chiese.
Queste sono cose che non spiegano chi fosse Tortora, ma spiegano sicuramente perché tante persone fossero pronte a soddisfarsi della sua caduta. Poi c’è tutto il lato umano di Tortora. Un uomo fiero, orgoglioso, che non ammiccava al pubblico e a differenza di molti colleghi non cedeva alla voglia di piacere agli spettatori”.
Anche Gifuni viene incalzato sul referendum e sul legame con Portobello: “Mi sembra evidente che la serie tv sia arrivata in un momento complesso. Il timore non è quello di essere strumentalizzati, ma è quello che entrando nell’argomento si finisca per trascurare un lavoro di anni e che è costato molto. È un grande pericolo rischiare di far schiantare la serie tv sulla contingenza. Parlerò delle mie idee dopo la messa in onda, così da evitare questo rischio”.
Romana Maggiora Vergano e il suo rapporto con Fabrizio Gifuni
Romana Maggiora Vergano interpreta Francesca Scopelliti, compagna di Enzo al tempo del suo arresto, e ha così parlato del suo ruolo: “Ho percepito questa donna come una luce tramite le lettere che Enzo le scriveva dal carcere. Mi ha colpito il suo saper esserci senza esserci fisicamente. Una qualità rarissima e allo stesso tempo molto umile. Credo che lei sia una delle poche figure con cui Enzo ha potuto dimostrarsi vulnerabile. Ha quasi sempre dovuto mostrarsi come una sorta di leone e invece con Francesca Enzo poteva abbassare la guardia, tanto da arrivare a dubitare di se stesso”.
L’attrice ha ritrovato Fabrizio Gifuni dopo Il tempo che ci vuole e ha così parlato del loro rapporto, passato dall’essere quello padre-figlia a quello di due amanti: “Per me cambiare registro è stato molto semplice. Con lui ho molta chimica, ci troviamo moltissimo e per me è stato un onore averlo affiancato nuovamente“. Anche l’attore ha parlato di questo aspetto: “Cambiare pelle è una delle cose più divertenti di questo ruolo. Io e Romana ci siamo trovati subito, ma in realtà cambiare ruoli è sempre divertente. Qui ho ritrovato Irene Maiorino dopo l’amica Geniale, con Lino Musella siamo spessi antagonisti e sempre in declinazioni diverse. Sicuramente non era scontato che io e Romana funzionassimo in vesti diverse a così poca distanza dall’ultimo lavoro, ma in questo è stato bravissimo Marco a non farsi problemi“.
Parola poi ad altri protagonisti di Portobello. Tra questi Lino Musella, interprete di Giovanni Pandico, l’uomo che ha causato la carcerazione di Tortora: “Quando ho fatto il provino non conoscevo bene questo personaggio e l’intera vicenda. Diciamo che nella vita ogni tanto ci vuole un po’ di fortuna. Sapevo alcune informazioni su Pandico, ho raccolto alcuni segnali dalla scrittura e così ho lavorato con Marco sul personaggio. Come si fa a mandare in prigione così dal nulla una persona? L’invidia è sicuramente uno dei semi del male e Pandico prova un’invidia che si presenta come una grande forza maligna. Lui vuole fare del male a Enzo Tortora e ci riesce in qualche modo”.
Spazio anche a Barbara Bobulova, che veste invece i panni di Anna Tortora, sorella di Enzo: “Di Anna Tortora si sapeva molto poco. Era riservata, stava sempre dietro le quinte. Di lei c’è solo un’intervista – fatta con Enzo Biagi – in cui si è un po’ raccontata e ho provato a prendere qualcosa da lì. Anna è stata molto devota a Enzo, è stata la colonna su cui lui poteva sempre appoggiarsi”.

Un primo sguardo a Portobello
Dopo le parole dei protagonisti è tempo di dare un primissimo sguardo a Portobello. Che non esitiamo a dire essere magistrale. Un’opera che farà parlare moltissimo di se. D’altronde le firme sono una garanzia. Dopo Esterno Notte Bellocchio e Gifuni confezionano un altro racconto incredibile, capace di restituire al meglio una vicenda torbida e viscosa. Il caso Tortora è una ferita enorme per la giustizia italiana e nella serie tv si afferra l’enorme complessità umana che si cela dietro a una tragedia che affonda le proprie radici nella banalità di un’incomprensione divenuta via via un incubo senza fine.
La prima puntata dà motore a un racconto che poi spicca il volo. Enzo Tortora è restituito magistralmente da un Fabrizio Gifuni impeccabile. Tutto il cast merita però un plauso, a partire dall’ottimo Lino Musella che interpreta un personaggio particolarmente controverso come Giovanni Pandico. Non c’è solo la vicenda giudiziaria nuda e cruda in Portobello. C’è il ritratto di un conduttore capace di attirare davanti alla televisione quasi 30 milioni di italiani senza mai scendere a patti con loro e con nessuno. Un uomo lontano da quell’ipocrisia che si è dimostrata invece dilagante in un’Italia pronta immediatamente a puntare il giro e a farsi portare a spasso da sussurri, storie inverosimili e sciatteria investigativa.
Portobello è una serie tv meravigliosa. Era difficile immaginare un esordio migliore nella serialità italiana per HBO Max. È un’opera che – come detto – farà parlare moltissimo di se e noi non vediamo l’ora di farlo con le nostre recensioni e i nostri approfondimenti.







